Cocaina, miti e pericoli della famosa polvere bianca

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Pericolosità dell'utilizzo della cocaina e sue conseguenze

La cocaina è in Italia la seconda sostanza tossica più diffusa dopo la cannabis, secondo uno studio Ipsad il 1,3% degli italiani è dipendente o consumatore di cocaina, con un preoccupante aumento degli under 35 e delle classi sociali una volta meno toccate dal fenomeno.

Negli anni ’80 infatti la cocaina era considerata la droga degli yuppies mentre oggi ha una diffusione più trasversale che interessa dal professionista al lavoratore dipendente.

La tendenza dell’Italia, se si guarda alla media europea, è preoccupante: dal 2001 al 2005 i consumatori di polvere bianca sono cresciuti dell’1,5% e solo dal 2005 al 2008 siamo riusciti a invertire la rotta con un decremento dello 0,3%.

Tra le sostanze illecite la cocaina rimane quella maggiormente consumata in Europa con 2milioni e 400mila i giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 34 anni (l’1,9 % di questa fascia d’età) ad averla inalata nel corso del 2016. La maggior parte dei consumatori ne fa uso in contesti ricreativi, con picchi di consumo nei fine settimana e nei periodi di vacanza. Per quanto riguarda i consumatori abituali si possono distinguere quelli socialmente più integrati, che sniffano spesso cocaina in polvere, e i consumatori emarginati, che assumono la cocaina per via parenterale o fumano il crack, talvolta insieme a oppiacei.

La cocaina è una droga stimolante prodotta dalle foglie della pianta di coca ( Erythroxylum coca) originaria del Sud America.

Prima di essere commercializzata viene tagliata (ovvero mischiata) con sostanze alcune neutre (come zuccheri e amidi) altre che cercano di potenziarne gli effetti (caffeina o altre sostanze più tossiche).

Il taglio serve in genere per aumentare la massa di sostanza vendibile e quindi i guadagni dello spacciatore. A volte le sostanze aggiunte sono talmente di bassa qualità da essere più pericolose della cocaina stessa.

La purezza della cocaina determina il costo della dose, in Italia un consumatore abituale di cocaina spende circa 70 euro per una dose di 1 grammo. Il costo è influenzato dalla purezza e dalla nazione in cui si compra, in genere i prezzi si sono abbassati negli ultimi anni e questo ha portato ad un aumento di consumo di cocaina in molti paesi.

Gli utilizzatori di cocaina sniffano la polvere attraverso il naso o se la strofinano nelle gengive. Altri sciolgono la polvere e la iniettano nel flusso sanguigno. Alcune persone iniettano una combinazione di cocaina ed eroina, chiamata Speedball. Un altro metodo di utilizzo popolare è il fumo di cocaina elaborata per produrre un cristallo di rocca (chiamato anche “cocaina a base libera”). Il cristallo viene riscaldato per produrre vapori che vengono inalati nei polmoni.

Questa forma di cocaina si chiama Crack, che si riferisce al suono scoppiettante della roccia mentre viene riscaldata. Altri fumano Crack spruzzandolo su marijuana o tabacco come una sigaretta.

Molti sono i danni fisici che si riscontrano nelle persone dipendenti da cocaina. Si tratta di problemi che in generale sono legati all’indebolimento del fisico e che interessano l’apparato nervoso, quello scheletrico e muscolare, le ossa e i tessuti e soprattutto il cervello e il sistema neurologico.

La cocaina è purtroppo una droga subdola e ‘pulita’, che non si manifesta con sintomi fisici evidenti fino a che la dipendenza e l’abuso sono molto gravi e protratti nel corso del tempo.

È importante notare che la droga attua dei danni talvolta irreparabili al naso e ai denti, organi che per primi sono colpiti dalla sostanza al momento dell’assunzione.

La cocaina consumata mediante lo sfregamento nelle gengive induce alla formazione di una serie di patologie a danno delle mucose del naso e dei denti che prima di altre si manifestano come evidenti.
Carie e parodontiti sono le prime manifestazioni dell’abuso che interessano le persone dipendenti da cocaina.

Questi problemi sono legati ad un costante indebolimento della dentatura e delle gengive, a causa della mancanza di sali minerali, ma come avviene nel caso di abusi da sostanze stupefacenti, le persone sono spesso indotte a vivere delle situazioni di stress che le inducono a ridurre se non a sospendere la corretta igiene orale.

Chi consuma abitualmente cocaina è inoltre indotto a ricercare cibi zuccherini a causa delle fasi di ipoglicemia, con conseguente accumulo di placca e creazione di un ambiente acido nel cavo orale.

Questa abitudine alimentare, legata alla scarsa igiene orale e all’indebolimento del cavo orale inducono alla comparsa di carie e di parodontiti anche gravi.

A questo aspetto si associa la sovra-attivazione dei muscoli facciali che si propone come la causa della comparsa di problemi quali il bruxismo e la xerostomia. Queste patologie inducono al sovraccarico meccanico dei denti che può avere delle conseguenze anche nella postura e nel sistema osseo scheletrico, ma anche portare all’usura precoce dei denti.

La riduzione della salivazione tipica dell’abuso di sostanze induce alla scomparsa dell’effetto antibatterico e protettivo della saliva, che perde i suoi enzimi e quindi aumenta i rischi di infezione al cavo orale.

Il soggetto dipendente da cocaina è però continuamente anestetizzato, quindi non si accorge del dolore o se lo fa è troppo tardi per salvare una situazione che può rilevarsi già gravemente compromessa.

I danni della cocaina sul setto nasale sono causati dalla droga che entra a contatto attraverso l’inalazione o la ‘sniffata’ e che va ad intaccare l’integrità e la salute delle mucose nasali. Fin dalle prime assunzioni, chi consuma cocaina nota la formazione di crosticine giallognole e secche che tendono ad infettarsi e quindi ulcerarsi.

Con il passare del tempo e con l’abuso della sostanza, la rigenerazione cellulare viene meno e nei casi più gravi si creano dei veri e propri buchi che sono il preludio al collasso del setto nasale.

Si tratta indubbiamente di una situazione drammatica, perché il crollo del setto nasale induce all’afflosciamento della pelle del naso e il degenero coinvolge molto spesso anche le strutture limitrofe alla bocca e le ossa del cranio, con gravissimi rischi per la salute dei soggetti dipendenti da cocaina.



I soggetti dipendenti da cocaina hanno sintomi di natura mentale e psicologica, come depressione, incubi, aumento dell’appetito, pensieri risolti al suicidio, agitazione.

Quando il soggetto smette di assumere cocaina avverte la realtà circostante come ostile, buia e senza via d’uscita.

Quello che preme a un tossicodipendente da cocaina è trovare il modo per ottenere una nuova dose: per questo, il soggetto mostra ansia, irritabilità e insoddisfazione. La felicità e la soddisfazione, infatti, dipendono solamente dalla cocaina. A causa di questi forti disturbi psicologici, le persone che hanno usato la cocaina sono spesso inclini al suicidio perché non vedono una soluzione, tranne che nella droga.

La cocaina è un potente psicoattivo che agisce a vari livelli sia fisici che neurologici in chi la assume.

La portata dei sintomi è data dalla quantità di sostanza assunta e dalla tolleranza raggiunta dal tossicodipendente, in genere si hanno a livello comportamentale un innalzamento del tono dell’umore, euforia, insonnia, aumento delle potenzialità fisiche e mentali (resistenza alla fatica), migliore attenzione, lucidità mentale, percezione sensoriale.

In caso di sovradosaggio si hanno sintomi di confusione, ansia, irritabilità, panico, aggressività.
A livello fisico i sintomi comuni nell’uso di cocaina includono: tachicardia, sudorazione, dilatazione della pupilla (midriasi), aumento della pressione e della temperatura corporea, riduzione dell’appetito.
In casi di overdose da cocaina i sintomi peggiorano in convulsioni, aritmie, coma fino a morte per arresto cardiaco.

La principale azione della cocaina a livello chimico è di bloccare il recupero di dopamina nel terminale presinaptico impedendo il riassorbimento di dopamina da parte del neurone stesso. Il risultato è un aumento del livello di dopamina e anche di norepinefrina e serotonina.

Il lungo consumo di cocaina porta ad una tolleranza sempre maggiore per gli effetti euforici e a sintomi assimilabili a stati schizofrenici con estrema eccitabilità, insonnia, paranoia e perdita di interesse sessuale fino a casi estremi di allucinazioni e depressione. Altri sintomi sono una generale riduzione dell’attività dovuta probabilmente alla privazione del sonno e all’alimentazione non corretta che la dipendenza da cocaina comporta.

Altri sintomi fisici evidenti in un cocainomane possono essere la perdita di peso e a seconda che la sostanza sia inspirata: riniti, eczemi alle narici o perforazione del setto nasale o, in caso di iniezione della sostanza: infezioni e trasmissione di patologie, come epatite o AIDS.

Il sintomo più visibile è però il craving (ovvero la ricerca ossessiva per la sostanza) che caratterizza il cocainomane e che chi non ha la dipendenza può solo vagamente capire.

Scientificamente, il craving indica il bisogno impellente e soprattutto irrefrenabile di reperire e di consumare le sostanze stupefacenti. Il desiderio ha ovviamente una duplice natura, fisica e psicologica, e le terapie contro la dipendenza da cocaina si focalizzano soprattutto su questo ultimo aspetto per contrastarla in modo efficace.

Tra i principali disturbi fisici causati dalla cocaina che si possono riscontrare nel corpo maschile, ci sono sicuramente la disfunzione erettile e il disturbo del sonno.

Questi due problemi emergono nei soggetti che fanno uso di cocaina in maniera sistematica, per lunghi periodi e in dosi consistenti.

Al contrario di quanto si possa credere, la cocaina ha degli effetti negativi sul comportamento sessuale: se da un lato aumenta i livelli di eccitazione, libido e potenza sessuale, dall’altro provoca anche effetti opposti, sino ad arrivare a problemi di erezione. Tutto questo, certamente, dipende anche dalle dosi che si assumono.

Nello specifico, 25-150 mg di cocaina producono stati euforici, un incremento della forza fisica e mentale, un aumento del piacere sessuale, nonché un’amplificazione delle percezioni sensoriali. A questa sensazione di rigore fisico e sessuale, può seguire un’indifferenza sessuale che spegne tutti gli istinti sopra citati. L’azione afrodisiaca legata alla cocaina è sfruttata soprattutto dalle donne che lavorano in night club o che praticano prostituzione o dai clienti che intendono migliorare le proprie performance sessuali.

Oltre ad intaccare la sfera sessuale, la cocaina provoca anche disturbi del sonno.

Il soggetto inizia a riscontrare difficoltà oggettive nel coricarsi e di trovare la strada del sonno. Il cattivo sonno deriva dalla condizione psichica in cui la persona dipendente da cocaina si ritrova a vivere: il soggetto, infatti, comincia a soffrire di ansia, malumore, aggressività, depressione, memoria carente e difficoltà di concentrazione.

Uno stato confuso nel quale il paziente non può trovare certamente il modo di rilassarsi e conciliare il sonno. Un soggetto che non trova pace durante le ore notturne – o quando sente l’esigenza di coricarsi per dormire – acuisce tutti gli atteggiamenti negativi che derivano dall’assunzione di cocaina. Possono alternarsi, infatti, momenti di elevata euforia che sprofondano in baratri di acuta depressione, per poi sfociare in atteggiamenti incontrollabili e aggressivi sempre più intensi.

Iniziano a palesarsi progressivamente e nel tempo un insieme di disturbi di diversa importanza e intensità: la cocaina, infatti, decompone le mucose nasali, irrita i bronchi, provoca disfunzioni al fegato, indebolisce il sistema immunitario, provoca disturbi visivi, ictus, convulsioni, collassi, disturbi percettivi e di concentrazione, stati paranoici, apatia sessuale, malattie mentali, tremori, allucinazioni, tachicardia, tremori, disturbi respiratori e, nei casi estremi, anche alla morte, anche se si tratta della prima assunzione.

Altri effetti possono essere suddivisi in a breve termine e a lungo termine.

Per quanto riguarda gli effetti a breve termine la cocaina causa:

A livello psichico

• Euforia
• Percezione di maggior energia disponibile
• Aumentata vigilanza mentale, visiva, auditiva e sensoriale
• Riduzione del sonno e della fame

Mentre a livello fisico

• Aumento della temperatura corporea
• Aumento della pressione
• Vasocostrizione
• Tachicardia
• Dilatazione delle pupille e sudorazione

Questi effetti iniziano subito dopo l’assunzione e durano dai pochi minuti fino a circa un’ora.

Per quanto riguarda gli effetti a lunga scadenza dell’uso di cocaina:

• Dipendenza molto forte alla sostanza
• Tolleranza (bisogno di aumentare le dosi)
• Danni permanenti a vasi sanguigni, cuore e cervello
• Danni a fegato, reni e polmoni
• Danni al setto nasale se inalata
• Malattie infettive e ascessi se iniettata
• Malnutrizione
• Gravi danni ai denti
• Allucinazioni uditive e tattili
• Problemi sessuali e infertilità
• Disorientamento, apatia, stanchezza, confusione
• Irritabilità e disturbi dell’umore
• Aumento della frequenza di comportamenti a rischio
• Psicosi
• Depressione grave

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SITOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA:

https://www.drugabuse.gov/publications/drugfacts/cocaine
NIDA. (2018, July 13). Cocaine. Retrieved from https://www.drugabuse.gov/publications/drugfacts/cocaine on 2019, August 25
Coca: The History and Medical Significance of an Ancient Andean TraditionAmySueBiondichandJeremyDavidJoslin
http://www.cocainadipendenza.com/
Foto: By H. Zell – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9880267

 

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