Quella fastidiosa buccia d’arancia su cosce e glutei…che rovina la prova costume!

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La cellulite (lipodistrofia ginoide – GLD), conosciuta anche come “pelle a buccia d’arancia”, è una delle sindromi di lipodistrofia più comuni che colpisce milioni di donne   ed è considerata da molte un problema esteticamente inaccettabile. Conosciuta anche come pannicolo fibrosclerotico edematoso, la cellulite è stata descritta per la prima volta nel 1920 e originariamente considerata “edema interstiziale associato ad un aumento del contenuto di grasso”.

La cellulite si manifesta con disturbi del tessuto sottocutaneo come noduli, edema e fibrosi anormale.

Per molti anni, la cellulite è stato considerato solo come un problema estetico ma recenti studi hanno spinto alla ricerca delle sue cause, nei vasi sanguigni e nei processi metabolici del tessuto sotto l’influenza dell’ischemia cronica.

Anche se diversi fattori sono noti per contribuire allo sviluppo della cellulite (sesso, genetici, stile di vita;), l’esatta pato-fisiologia non è ancora ben compresa.

Le ipotesi formulate comprendono sia cause vascolari/infiammatorie che cause ormonali e/o strutturali.

I cambiamenti che si verificano nel corso della formazione della cellulite sono fibrosi e sclerosi, che si manifestano clinicamente come un decorso ondulato della superficie della pelle e noduli multipli, che sono palpabili. In caso di significativo avanzamento dei cambiamenti, i noduli e le lesioni sclerotiche sono accompagnati da dolore, secchezza e assottigliamento della pelle che copre l’area modificata.

Molto spesso, questo problema colpisce il tessuto sottocutaneo intorno alle cosce, glutei e fianchi, le aree in cui il tessuto adiposo si deposita maggiormente nelle donne.

La formazione della cellulite accelera durante l’adolescenza, la gravidanza o nelle donne intorno all’età della menopausa. Si stima che la malattia possa colpire fino all’85% delle donne dai 20 anni di età.

Le cause

Non c’è dubbio che uno stile di vita scorretto sia un importante acceleratore della sindrome.

L’assunzione eccessiva di prodotti alimentari ricchi di grassi, con un alto contenuto di sale e conservanti è stata associata allo sviluppo di vari disturbi metabolici tra cui l’iper insulinemia, una condizione che può aumentare la lipodistrofia.

Uno stile di vita sedentario gioca un ruolo simile.

La mancanza di attività fisica aumenta la gravità della cellulite, indebolendo lo strato muscolare dei vasi sanguigni e causando l’emostasi locale. Questa condizione porta all’ipossia secondaria e all’ischemia del tessuto adiposo.




 Il consumo di alcol stimola la lipogenesi e provoca la disidratazione del corpo, con conseguente accumulo eccessivo e improprio di grasso.

Il fumo si traduce in quantità significativamente maggiori di radicali liberi nel corpo, e la contrazione di piccoli vasi sanguigni responsabili di disturbi micro-circolatori locali. Questo può contribuire allo sviluppo di cellulite, con conseguente sua progressione clinica.

Il ruolo degli estrogeni: ecco perché la cellulite è un problema tipicamente femminile

Gli ormoni sessuali femminili svolgono un ruolo significativo nello sviluppo della lipodistrofia, i primi sintomi dei disturbi dei tessuti adiposi compaiono infatti nella pubertà.

L’esacerbazione e la progressione delle lesioni cutanee è correlata all’iper-estrogenismo legato alla gravidanza, o all’uso di pillole anticoncezionali o terapia ormonale sostitutiva nelle donne in postmenopausa.

Per questo motivo alcuni indicano l’estrogeno come il fattore principale che causa l’insorgenza di cellulite.

Quantità eccessive di estrogeni possono provocare inoltre problemi cardiovascolari. Si può avere rilassamento delle vene, causando stasi ematica, con conseguente gonfiore, ischemia e ipossia nel tessuto sottocutaneo.

L’influenza degli estrogeni sulla parete del vaso sanguigno si manifesta anche con una maggiore permeabilità della parete, che può portare al gonfiore dei tessuti circostanti.

Questo gonfiore pone pressione su piccole vene e arteriole, portando al flusso sanguigno anormale all’interno della pelle e del tessuto adiposo.

Il processo è esacerbato da una combinazione di una mancanza di progesterone e iper-estrogenismo, con conseguente metabolismo anormale e compromissione della funzione adipocite.

Questi fenomeni peggiorano la fibrosi e la formazione di noduli nel tessuto sottocutaneo, che portano inevitabilmente alla progressione della cellulite

La cellulite al microscopio

I tessuti sottoposti a lipodistrofia presentano cambiamenti istopatologici.

La funzione principale degli adipociti nel corpo umano è quella di immagazzinare e metabolizzare gli acidi grassi. La disfunzione degli adipociti può portare a cambiamenti nella topografia della pelle, con conseguenti effetti visivi indesiderati.

La cellulite è comunque diversa dall’obesità generalizzata perché con l’obesità, gli adipociti subiscono ipertrofia e iperplasia; mentre la cellulite è caratterizzata da adipociti di grandi dimensioni, metabolicamente stabili, che sono limitati alle aree inferiori del corpo (ad esempio, bacino, cosce e addome).

Infatti nei pazienti con cellulite, l’osservazione al microscopio rivela un gonfiore del tessuto, decadimento e cambiamento della struttura adipocita, allargamento e ispessimento dell’endotelio vascolare, iperplasia e ipertrofia delle fibre reticolari, così come micro-angiopatia sottocutanea.

Nelle fasi successive, sono evidenti disturbi vascolari estesi, anomalie cutanee atrofiche-distrofiche e disturbi dell’appendice, così come la sfocatura del confine tra la pelle e il tessuto sottostante.

La comorbilità dei disturbi della microcircolazione all’interno del tessuto sottocutaneo, associata all’alterata funzione endocrina di adipociti e cellule endoteliali, può aumentare il rischio di cellulite.

Alcuni trattamenti di uso consolidato

Gli agenti topici, combinati con un massaggio vigoroso, sono stati i primi trattamenti per la cellulite. Come per tutti i trattamenti topici, la sfida principale di queste terapie è che i principi attivi raggiungano il loro obiettivo in concentrazione sufficiente per avere un effetto terapeutico. Metilxantine (aminofillina, teofillina e caffeina) e retinoidi sono stati gli ingredienti più ampiamente utilizzati nelle creme per la cellulite.

Alcune formulazioni possono migliorare la produzione di collagene e ridurre il lassismo cutaneo, ma sono raramente davvero efficaci sulla cellulite.

Molti estratti di erbe sono utilizzati per favorire il dimagrimento come verbena, tè verde, limone, noce di kola, finocchio, alghe, edera, orzo, fragola, maggiorana.  

Alcuni sembrano migliorare la microcircolazione periferica e il drenaggio linfatico.

In uno studio è stato evidenziato l’effetto di un mix di caffeina, castagno, edera, alghe, plancton e altri principi attivi che ha portato ad una diminuzione di 2,8 mm di spessore del grasso localizzato.

Anche una crema contenente estratto d’arancia dolce, estratto di radice di zenzero, cinamomo, capsaicina, tè verde e caffeina che è stato applicato sotto occlusione con pantaloncini in neoprene ha dimostrato una certa efficacia. Si è verificata infatti una riduzione della circonferenza della coscia di 1,9 cm

Anche gli Alfa-idrossiacidi (AHA) e particolarmente l’acido lattico, sono stati proposti nel trattamento della cellulite. Tuttavia, non ci sono studi in merito, ma poiché questi agenti hanno un effetto anti-invecchiamento (aumento dei livelli di collagene) e migliorano la pelle foto danneggiata è probabile che questa classe di ingredienti migliorino l’aspetto della superficie della pelle con cellulite.

Principi attivi vegetali per via sistemica

1.Centella asiatica

Un estratto di centella asiatico somministrato oralmente in forma di una compressa al giorno (60 mg) per 90 giorni ha portato ad una riduzione significativa del diametro degli adipociti, specialmente nella regione gluteo-femorale e una diminuzione della fibrosi.

2.Garcinia cambogia

E’ un inibitore della lipogenesi, viene utilizzato da solo o insieme alla Gymnema sylvestre per aiutare il controllo del peso ed è molto probabile che possa migliorare l’aspetto della cellulite.

3.Tè verde e polifenoli

Anche se non testati per i loro effetti sulla cellulite, gli estratti di tè verde sono diventati un argomento di interesse per il trattamento dell’obesità.  Dopo 3 mesi di trattamento con un estratto secco etanolico standardizzato dell’80%, il peso corporeo si è ridotto del 4,6% e la circonferenza della vita del 4,48%. Probabilmente il meccanismo d’azione è di inibire le lipasi gastriche e favorire la termogenesi.

Tuttavia l’esercizio fisico regolare e una dieta appropriata possono controllare il peso e anche la comparsa di cellulite e restano un sicuro e valido rimedio alla portata di tutti.

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SITOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA

“Treatment for cellulite”
Neil Sadick, MD 
Department of Dermatology, Weill Cornell Medical College, New York, New York
Sadick Dermatology, New York, New York

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