Stress da Covid-19: farmaci ansiolitici o terapie naturali?

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In questo periodo di lockdown da pandemia Covid19, molti hanno manifestato dei disturbi sia psicologici che fisici.

La depressione e l’ansia (cui spesso fa seguito anche l’insonnia) sono due dei disturbi mentali che si sono verificati di frequente.
Secondo il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV-TR)”, l’ansia è caratterizzata da una sensazione di preoccupazione persistente che ostacola la capacità di un individuo di rilassarsi. Ciò può variare dai livelli transitori di ansia che una persona prova prima dell’intervento chirurgico o di un ciclo mestruale alla costante sensazione di nervosismo che caratterizza un disturbo d’ansia patologico (ad esempio disturbo d’ansia generalizzato, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di panico e fobia sociale).

L’impatto dell’ansia non si limita allo stress costante, associato a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. L’ansia ha anche manifestazioni fisiche debilitanti come mal di testa, tremore incontrollato e sudorazione, tensione muscolare e dolori, insonnia.

Ad oggi, le spiegazioni biologiche per molti tipi di disturbi d’ansia rimangono inadeguate.

L’ ipotesi è una disregolazione di neurotrasmettitori specifici come serotonina, dopamina e acido gamma-aminobutirrico (GABA) come potenziali cause sia di depressione che di disturbi d’ansia.
In questi casi oltre agli antidepressivi, sono prescritti inibitori del reuptake della serotonina (SSRI) e benzodiazepine.

Tuttavia, sebbene spesso efficaci, entrambe queste classi di farmaci presentano molti effetti collaterali indesiderati come intenzioni suicidarie, diminuzione della vigilanza, disfunzione sessuale e dipendenza. Inoltre, i costi di questi farmaci pongono problemi ai pazienti che devono assumerli quotidianamente, a lungo termine.
Di conseguenza, è aumentato l’interesse per l’uso di medicinali complementari e alternativi di origine naturale, come terapia o in associazione.

Erbe come passiflora, kava kava, erba di San Giovanni e radice di valeriana, così come l’amminoacido lisina e il magnesio cationico, sono state usate per secoli nella medicina popolare e tradizionale per calmare la mente e migliorare positivamente l’umore e potrebbero essere un valido aiuto non farmacologico, in situazioni di stress eccezionali, come quella attuale.

Passiflora

Passiflora incarnata Linn. ha una lunga storia di utilizzo come agente ansiolitico nel folklore ed è stato usato da persone di tutto il mondo.

Tra gli anni ’70 e ’90, la passiflora è stata classificata come farmaco vegetale ufficiale dalle farmacopee di America, Gran Bretagna, Germania, Francia, Svizzera, Egitto e India; il suo ampio uso lo ha reso un trattamento accettabile per irrequietezza e nervosismo.

Tuttavia, uno dei problemi con gli integratori a base di erbe è che il materiale vegetale contiene migliaia di sostanze fitochimiche, il che rende difficile individuare i biochimici specifici responsabili delle proprietà ansiolitiche.

In altre parole, anche se i rimedi erboristici producono spesso risultati positivi, identificare i principi attivi può essere difficile.

Pertanto, gli utenti di rimedi erboristici possono consumare sostanze inefficaci o potenzialmente tossiche in aggiunta agli ingredienti attivi e ansiolitici.

Uno studio in doppio cieco, ha analizzato la differenza di efficacia tra oxazepam, una benzodiazepina da prescrizione usata per trattare i sintomi dell’ansia cronica e la passiflora in alcuni pazienti sottoposti a test.
I risultati non hanno mostrato alcuna differenza tra i due ansiolitici suggerendo che la passiflora è efficace quanto le benzodiazepine nell’eliminazione dei sintomi di ansia.

Gli unici lievi eventi avversi che sono stati riportati sono vertigini, sonnolenza e confusione. Queste prove preliminari suggeriscono perciò che la passiflora possa avere un ruolo nel trattamento dell’ansia e si auspicano nuove ricerche e approfondimenti in tal senso.

Kava Kava

Kava Kava è una bevanda che viene preparata dalla pianta Piper methysticum.
È stato consumato in molte culture perché è noto per alleviare l’ansia, irrequietezza e insonnia.

Ciò che è importante di kava-kava è che risulta ansiolitico ma non sedativo o mentalmente compromettente, effetti collaterali questi, tipici causati invece dalle benzodiazepine.

Il meccanismo biochimico dell’attività ansiolitica di kava-kava avviene attraverso il legame del ligando ai recettori GABA di tipo A, blocco dei canali di sodio e dei canali di ioni di calcio, noradrenalina e inibizione del reuptake della dopamina e inibizione reversibile della monoamino ossidasi (MAO) B.

L’ansia primaria è descritta come l’incapacità di regolare lo stress fin dalla prima infanzia.
L’ansia secondaria, si sviluppa invece più tardi nella vita e può essere causata da disturbi clinici.

I ricercatori hanno concluso che quando il kava-kava viene utilizzato come alternativa ansiolitica alle benzodiazepine o antidepressivi triciclici, gli individui in genere soffrono di meno di effetti collaterali.




Si sono verificati però alcuni casi di gravi danni al fegato da integratori contenenti kava-kava. Questo potenziale, ma raro, rischio di epatite, cirrosi e insufficienza epatica ha portato nazioni come il Canada e il Regno Unito a vietare integratori di kava-kava.
Questi rari, ma gravi effetti collaterali possono essersi verificati a causa di kava-kava di scarsa qualità, così come altri fattori di rischio come sovradosaggio, terapia prolungata e co-medicazione.

Iperico o Erba di San Giovanni

L’erba di San Giovanni o Hypericum perforatum, deriva dalle cime fiorite di un arbusto perenne.

È stato utilizzato nella medicina tradizionale per secoli per trattare una vasta gamma di disturbi.

Tra tutti i principi attivi, è stata studiata l’ipericina la cui quantità presente viene generalmente utilizzata per standardizzare gli estratti.

L’erba di San Giovanni è conosciuta soprattutto per il suo uso nella depressione. La depressione è stata collegata all’ansia, con molti sintomi, attacchi di panico per esempio, sovrapposti tra i due disturbi.
I ricercatori hanno iniziato a confrontare l’efficacia e il profilo di sicurezza dell’iperico con altri antidepressivi regolarmente prescritti.

Ci sono stati risultati contraddittori.

In alcuni casi l’erba di San Giovanni ha mostrato miglioramenti significativi, con risultati paragonabili a quelli osservati negli studi clinici con antidepressivi. Tuttavia, altre volte i risultati sono stati simili al placebo.

Gli effetti collaterali riportati sono stati da lievi a moderati e sono stati più spesso casi di disturbi gastrointestinali, vertigini, disturbi del sonno, e mal di testa.

Attenzione alle numerose interazioni con altri farmaci!

Valeriana

Valeriana officinalis fa parte della famiglia delle Valerianaceae: è una pianta perenne che cresce in Europa e in Asia ed è stata naturalizzata nel Nord America.
Ha un odore caratteristico che molti considerano sgradevole.

I preparati in commercio venduti come integratori alimentari contengono: radici, rizomi (i fusti sotterranei), stoloni (rami lunghi e sottili alla base del fusto).

Le radici secche vengono preparate sotto forma di infusi o di tinture (gocce), mentre le varie parti della pianta e gli estratti entrano a far parte delle capsule o delle compresse.

I ricercatori non hanno ancora identificato un unico principio attivo chiave, si pensa invece che l’effetto di questo estratto vegetale derivi probabilmente dall’interazione di diversi costituenti o da una classe di composti.

Il contenuto di oli essenziali, tra cui gli acidi valerenici, i sesquiterpeni (sostanze meno volatili) o i valepotriati (esteri lipofili degli acidi grassi a catena corta) viene talvolta usato per standardizzarne gli estratti.

Gli estratti di radice di valeriana sono storicamente utilizzati e talvolta prescritti non solo per i loro effetti sedativi e ipnotici, ma anche a scopo ansiolitico.
L’acido valerenico, inoltre, inibisce un enzima che distrugge il GABA. L’estratto di valeriana contiene una quantità di GABA sufficiente a causare un effetto sedativo, ma non si sa con certezza se il GABA sia in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e contribuisca quindi all’effetto sedativo della valeriana.

La glutamina, presente negli estratti acquosi ma non in quelli alcolici, può attraversare tale barriera ed essere convertita in GABA. La concentrazione di questi componenti varia in modo significativo tra i vari esemplari della pianta, a seconda del luogo di raccolta, quindi variano molto le quantità presenti nelle preparazioni a base di valeriana.

Integratori di Lisina

I neurotrasmettitori coinvolti nel disturbo dell’ansia, come già accennato, includono GABA, serotonina, dopamina e noradrenalina. Gli amminoacidi come L-tirosina e L-triptofano sono precursori noti di neurotrasmettitori specifici.

Recenti studi sugli animali hanno identificato però anche altri due aminoacidi, L-lysina e L-arginina, che possono influenzare i neurotrasmettitori coinvolti nello stress e nell’ansia.
La L-lisina agisce come un antagonista del recettore parziale della serotonina 4 (5-HT4), diminuendo la risposta allo stress, nonché diminuendo i livelli di cortisolo nel sangue.

La combinazione di L-lisina e l-arginina in alcuni integratori ha migliorato la capacità dei pazienti di gestire lo stress indotto attraverso un aumento del cortisolo.
Durante i momenti di stress indotto, un aumento dei livelli di cortisolo, che è la reazione tipica nelle persone sane, non aumenta nelle persone con ansia.

Questa disregolazione del cortisolo sarebbe perciò la causa dell’insorgere di uno stato ansioso anormale in condizioni di stress.

Magnesio

Il magnesio è uno ione caricato positivamente, un catione, che è coinvolto in molte importanti funzioni molecolari nel corpo ed è stato collegato a disturbi legati all’ansia.

Il trattamento di 28 giorni con un multivitaminico che conteneva grandi quantità di magnesio, zinco e calcio ha diminuito drasticamente il disagio psicologico rispetto al placebo.

In un altro studio su gruppi di donne in periodo premestruale i risultati hanno mostrato che la combinazione di magnesio e vitamina B6 ha creato un effetto sinergico che ha fornito alle donne il massimo sollievo dall’ansia premestruale.

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SITOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA

Nutritional and herbal supplements for anxiety and anxiety-related disorders: systematic review Shaheen E Lakhan*, Karen F Vieira
https://www.farmacoecura.it/

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